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Oltre il canale: ipotesi di cooperazione siculo-araba

Autori: Agostino Spataro
Editore: Edizioni delle Autonomie, Roma, Pagg. 136, Lire it. 12.000, Tradotto anche in arabo a cura delle Edizioni "Jafar", Palermo
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La cooperazione: un nesso inscindibile fra pace e sviluppo.

"La cooperazione economica, tecnica e culturale fra l’Italia, e la Sicilia in particolare, e i Paesi rivieraschi del Mediterraneo rappresenta una ipotesi di grande prospettiva, di lungimiranza, per aprire una fase nuova delle loro relazioni. La politica di distensione e il disarmo potrebbero favorire l’avvio di sistemi di cooperazione e di scambio reciprocamente vantaggiosi… Al contrario la militarizzazione acuisce le diffidenze e restringe gli spazi di collaborazione e di amicizia fra i popoli e gli Stati.

Perciò, l’obiettivo principale dovrà essere quello di evitare che la Sicilia si trasformi- come si vorrebbe - in una formidabile piazzaforte militare e nucleare e diventi, invece, un ponte attraverso cui far passare le scelte di cooperazione e il messaggio di pace e di solidarietà tra tutti i popoli del Mediterraneo.

Per uscire dalla crisi attuale diventa vitale per la Sicilia imboccare la strada della cooperazione nei diversi campi, da intendere come un capitolo nuovo della storia economica e politica dell’Autonomia.

Ovviamente, un simile processo non può essere concepito come un complesso di azioni staccate dai quadri d’indirizzo e dalle scelte più generali delineate ai livelli nazionale e comunitario, né tanto meno configurarsi come una sorta di opzione solitaria ed autarchica.

La Sicilia, semmai, dovrebbe farsi promotrice di una iniziativa che coinvolga le altre regioni meridionali all’insegna della cooperazione per lo sviluppo, al fine di esercitare congiuntamente le pressioni necessarie sui diversi centri decisionali e quindi determinare le condizioni per una svolta nelle relazioni con i Paesi dell’area mediterranea.

Tuttavia, questa giusta preoccupazione non dovrebbe risultare paralizzante, tale cioè da impedire di mettere a frutto le occasioni che già oggi si offrono alla Sicilia nei diversi campi, in virtù dei suoi poteri e dei suoi collegamenti. Esiste una specificità siciliana che bisognerebbe cogliere e valorizzare. Tale specificità è data, oltre che dalla posizione geografica, dai legami storico-culturali e dalle caratteristiche dell’economia che manifestano oggettive tendenze all’integrazione con quelle dell’area.

... auspicando un rilancio delle iniziative previste dal "dialogo euro-arabo", riteniamo che all’interno di tale contesto possa svolgersi l’azione di cooperazione della Sicilia, la cui prospettiva di progresso, come del resto quella dell’intero Mezzogiorno, è fortemente legata a questa ipotesi che, per essere producente, dovrà in qualche modo essere programmata ed accettata su scala europea.

Bisognerà spostare al Sud l’asse dello sviluppo comunitario per consentire il collegamento e il necessario scambio fra le due fondamentali aree di risorse, di produzione e di mercato: il centro-nord europeo e il bacino mediterraneo. Il ruolo della Sicilia verrebbe ad essere ribaltato in positivo: da zona di estrema periferia a punto più avanzato e di collegamento di una nuova politica mediterranea della Comunità.

L’Isola potrebbe divenire non soltanto il "ponte", ma un’area di grande interesse verso la quale orientare investimenti italiani e stranieri, arabi compresi, per produzioni da destinare al mercato mediterraneo in formazione…

Da tutto ciò discende il nesso esistente fra lotta per la pace e azione per lo sviluppo. In conclusione, un Mediterraneo "mare di pace" non è per la Sicilia, e per l’Italia, una parola d’ordine generica, ma una condizione vitale per il loro progresso civile ed economico.


INDICE:

  • Presentazione di Michele Achilli
  • Prefazione di Umberto Cardia
  • Capitolo 1° - IL MEDITERRANEO: CONFRONTO STRATEGICO E PROCESSI ECONOMICI
  • Capitolo 2° - L’ECONOMIA SICILIANA E LE SUE RELAZIONI CON L’ESTERNO
    Fra l’altro:
    gli scambi con l’estero e con l’area mediterranea; gli investimenti stranieri in Sicilia; l’ipotesi di una "zona franca industriale" in Sicilia; limiti e competenze della Regione nelle relazioni internazionali.)
  • Capitolo 3°- LE CONDIZIONI DELLA SICILIA
  • Capitolo 4°- MIGRAZIONI E RISORSE NEL MEDITERRANEO
    Fra l’altro:
    i flussi migratori fra la Sicilia e il mondo arabo; tunisini nell’antica casbah di Mazara del Vallo; la collaborazione fra centrali sindacali in materia di emigrazione; la Regione e le risorse minerarie; il petrolio nel Canale di Sicilia.
  • Capitolo 5°- L’ECONOMIA MARITTIMA
  • Capitolo 6°- NUOVE IPOTESI DI COOPERAZIONE SICULO-ARABA
    Fra l’altro:
    chimica ed energia; il gasdotto Algeria-Tunisia-Sicilia-Italia; la cooperazione nel settore delle costruzioni; circuiti turistici integrati fra la Sicilia e i Paesi mediterranei vicini; la cooperazione finanziaria: una banca mediterranea per lo sviluppo; idee per la cooperazione tecnica e culturale fra la Sicilia e il mondo arabo.
  • Appendice: SCHEDE DEI PRINCIPALI PAESI MEDITERRANEI


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